venerdì, gennaio 19, 2007

Il treno della Muratella



Quel giorno il treno della Muratella, pieno zeppo come al solito di pendolari, correva stranamente liscio sui binari.
Oltrepassò regolarmente le stazioni di Villa Bonelli e Magliana ma invece di dirigersi verso la stazione della Muratella dove sarebbero scesi tutti i pendolari, prese uno scambio che nessuno aveva mai notato e si diresse in aperta campagna.
Qualcuno se ne accorse, qualcuno tirò senza risultati la maniglia del freno, ma la maggior parte delle persone, chiuse nei loro pensieri, con la testa china su un libro oppure assordati dall'MP3, neanche se ne accorse.
Ma quando il treno si fermò vicino ad un prato con un boschetto ed aprì le porte, qualcuno alzò gli occhi e scese; pian pianino scesero quasi tutti, anche il capotreno che tra l'altro era il più stupito di tutti.
Quell'atmosfera di campagna così pacifica, l'arietta frizzante, e lo stupore generale fecero sì che la gente iniziò a rilassarsi ed a passeggiare; anche il capotreno non fu preso di mira dalle proteste, anzi fu lui che organizzò un gruppetto di passeggeri al grido di "Vediamo se nel bosco troviamo qualche porcino!!"
E fu così che qualcuno si mise a cercare le more, chi le fragole, chi un quadrifoglio portafortuna; gli operatori del call center tirarono fuori i pranzi e le merende ed organizzarono un buffet sul prato.
Qualcuno tirò fuori i DVD con la presentazione Powerpoint ed organizzò su due piedi un torneo di fresbee: un successone!
Solo alcuni passeggeri si attaccarono ai cellulari, preoccupatissimi di saltare una riunione o di farsi vedere dal capo arrivare in ritardo, altri battevano con rabbia sui tasti del PC nel tentativo di collegarsi alla rete aziendale e leggere la posta: ma in quel posto non c'era campo e nemmeno il segnale Wi-Fi e così organizzarono tra loro una riunione di kick-off per affrontare questa nuova challenge , formulare una nuova metrica di valutazione ed affrontare questa unpredictable issue con una top-down methodology.
Mentre però i passeggeri erano impegnati in queste svariate attività, il treno improvvisamente iniziò a muoversi tornando indietro verso la Muratella: in fretta e furia tutti balzarono in carrozza ed in men che non si dica raggiunsero la stazione e scesero, ciascuno verso il proprio posto di lavoro.
Ma grande fu la meraviglia quando inserirono il badge nella macchinetta: l'ora era indietro di un paio d'ore rispetto a quel che avrebbe dovuto essere, vista la piacevole deviazione loro offerta dal destino.
Tutti ringraziarono dentro di sè di aver potuto godere magicamente di questa imprevista deviazione, meno qualche manager che borbottando si diresse verso il proprio ufficio con l'intenzione di aprire una procedura di escalation verso i responsabili dei sistemi informativi in quanto la procedura di controllo timbrature riportava un'ora errata, e misero anche in copia il Responsabile Risorse Umane e l'Amministratore Delegato.
La deviazione non si ripetè più, ma i fortunati partecipanti iniziarono a guardarsi ed a parlarsi l'un l'altro durante il tragitto, nacquero amicizie ed amori, qualcuno si sposò ed ebbe dei figli.

NOTA: questo breve raccontino è stato spudoratamente ricalcato dalla novella "L'autobus numero 75" contenuto nella raccolta Favole al telefono di Gianni Rodari.

Saluti da fantozzi

1 commento:

BlackMamba ha detto...

Bello davvero..una favola per grandi: ce ne è un grande bisogno!