martedì, gennaio 09, 2007

Il bestiario impiegatizio - la mensa

Ho cambiato sede di lavoro da circa un mese; questo significa che adesso sto scaldando una sedia diversa da quella precedente.
Oltre alla sedia ho dovuto cambiare anche la mensa; quella attuale è una mensa di comprensorio, alla quale cioè possono accedere i dipendenti di tutte le aziende presenti nell'area (per i romani il Parco dei medici, la famigerata Muratella); questa mensa segue i dettami della moderna Teoria delle Code, cioè non una sola fila dove prendere in successione i vari piatti, ma diverse isole ciascuna dedicata ad un tipo di piatto.
Questo significa che l'ora di pausa si trasforma in un incubo.

1) fila chilometrica per accedere all'edificio
2) una volta entrati e rifornitisi di vassoio e posate, si deve fendere una folla caotica, ciascuno con il proprio vassoio in bilico e ciascuno che si reca da un'isola all'altra o sta cercando i colleghi
3) naturalmente ad ogni isola c'è la fila, per cui abbiamo la fila per il primo, la fila per secondo e contorno, la fila per le bevande, la fila per i piatti freddi, la fila per il cosiddetto barbecue
4) se siete riusciti a prendere tutti i piatti di vostra scelta, siete riusciti a radunare i colleghi e siete riusciti a non far cadere nulla del vostro pranzo, passate al punto successivo
5) naturalmente fila per pagare o per consegnare il buono aziendale
6) dopo questa fila pensate di aver finito? eh no miei cari: fila per prendere le salviette, condire l'insalata, prendere il limone per la verdura lessa
7) ahhh, finalmente ci sediamo a mangiare .... sediamo? fila per aspettare che si liberi un tavolo; eccolo, finalmente ci sediamo a mangiare, ed in verità devo dire che il cibo non è male
8) abbiamo mangiato, rilassiamoci e facciamo due chiacchiere ..... macchè, le occhiatacce di chi aspetta il tavolo col vassoio in mano e le cattive maniere degli inservienti ti costringono ad alzarti ed a lasciare il posto
9) il tutto si ripete al bar per il caffè: altre due file

Dopo questo tour de force naturalmente non rimane tempo per fare due passi, e d'altronde il comprensorio è isolato e dopo cento metri si trova o l'autostrada o la marana (per i non romani leggasi fosso maleodorante ricolmo di acqua stagnante ed immondizie varie).
Si ritorna nell'openspace rinfrancati e pronti per un duro pomeriggio di lavoro.
Saluti rassegnati da fantozzi

Nessun commento: